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padrepellegrino
Presentazione Opera San Michele

L’associazione Il Padre Pellegrino è nata nel 1998 con l’unico obiettivo di sostenere l’opera San Michele Arcangelo fondata dal missionario laico Marco Roberto Bertoli.

Un giovane bresciano nato nel 1974 ed emigrato in terra brasiliana a 21 anni, è diventato, seguendo la sua vocazione, la speranza di vita di ragazzi di strada “meninos de rua”, altrimenti abbandonati al loro destino.

In Brasile vivere per un bambino di strada oltre i 20 anni è un traguardo che pochi riescono a raggiungere.

Grazie alla generosità di chi ha pensato con il cuore   ed ha scelto di “prendere per mano un bambino” tante giovani vite hanno la possibilità di crescere in una “grande famiglia” dove oltre a vestirsi e mangiare si pensa soprattutto ad educare e a rendere possibile un futuro che diversamente sarebbe solo di povertà, fame e abbandono.

L’associazione raccoglie fondi in Italia attraverso le donazioni ma soprattutto con le adozioni a distanza.

Nelle prossime pagine troverete una piccola presentazione dell’Opera composta da :

Capitolo 1    -        L’Opera San Michele Arcangelo

Capitolo 2    -        L’attività del San Michele

Capitolo 3    -        Ultime lettere del missionario

Capitolo 4    -        Aiutaci ad aiutare

Il nostro biglietto da visita:

Associazione Il Padre Pellegrino – ONLUS

VIA G. Bravi 16 24030 Terno d’Isola (Bg)

Codice fiscale: 91021890164
 

Telefono: 035-4944114 – Fax: 035-4944752
 

info@padrepellegrino.org

www.padrepellegrino.org
 

Orari: 14.30 – 18:30 dal lunedì al venerdì

Capitolo 1 - L’OPERA SAN MICHELE ARCANGELO

L’associazione San Michele Arcangelo, entità filantropica senza fini di lucro, si impegnò fin dal 1998 ad accogliere in forma integrale bambini e adolescenti carenti vittime di abbandono e di violenze; l’entità inizio l’attività missionaria nella sede di una ex FEBEM, ceduta in comodato dal Governo del Minas Gerais, nel municipio di Antonio Carlos nella quale rimase fino al 2002. Con la finalità di ampliare i suoi orizzonti e le sue mete l’associazione acquistò nel 2000 una proprietà agricola di 320 ettari nella periferia della città di Barbacena dove, l’anno seguente, iniziarono le costruzioni degli edifici attualmente in pieno funzionamento. L’obiettivo di questo nuovo progetto era creare un Centro Educativo che diventasse un modello e un riferimento nazionale tanto di “internato” o comunità di accoglienza (in portoghese dicesi abrigo) quanto a livello educativo, scolastico, morale e di formazione professionale per alunni esterni che frequentassero il centro. Furono pertanto costruiti più di undici mila metri quadrati di infrastrutture tra le quali citiamo:

  1. Una scuola, che comprende oltre le classi, sale di artigianato, dentista, ambulatorio medico, sala giochi.
  2. Il Settore amministrativo.
  3. Il Cineteatro.
  4. Il refettorio con una cucina industriale
  5. Cinque case – famiglia con la capacità di contenere ciascuna 25 bambini.
  6. Capannoni per la falegnameria industriale, meccanica industriale, panetteria e laboratorio dolciario, sartoria industriale, formazione di elettricisti e muratori.
  7. Palestra polisportiva.
  8. Lavanderia industriale.
  9. Scuola agro-zootecnica.
  10. Stalle e capannoni agricole

L’Opera San Michele Arcangelo si trova a 7 Km dalla città di Barbacena  nello stato del Minas Gerais, a circa 260 Km da Rio de Janeiro

Dal febbraio del 2003 sono stati accolti circa 120 bambini orfani o abbandonati originari del centro-sud del Minas Gerais e oltre 300 alunni esterni provenienti dalle favelas della zona urbana di Barbacena. Inoltre, circa cinquanta famiglie sono assistite mensilmente nei loro fabbisogni alimentari e medico-sanitari. L’entità conta oggi 72 dipendenti distribuiti in 20 settori differenti ed è considerata un esempio di casa di accoglienza per i “meninos de rua” (bambini di strada) nel sud dello stato . Oltre alle attività di cui sopra l’associazione San Michele Arcangelo, in cooperazione con l’impresa Embrapa, l’Università federale di Viçosa e la CEE sta realizzando una azienda agricola scuola Agro-zootecnica (bovinocoltura, suinocoltura, agricoltura e itticultura) finalizzata sia alla formazione di futuri tecnici sia a produrre gli alimenti necessari a coprire il fabbisogno degli “assistiti” .

Capitolo 2 – L’ATTIVITA’ DEL SAN MICHELE

Un pensiero dedicato ai padrini e alle madrine

Cari padrini e madrine, abbiamo pensato di esporVi , nel modo più semplice possibile, come avviene l’iter di affidamento dei bambini di strada al San Michele Arcangelo. Riteniamo che sia molto importante ai fini di fare chiarezza soprattutto su eventuali riaffidi dei bambini che iniziano un percorso e che poi , per cause non dipendenti dalla nostra volontà, non sono più ospiti del San Michele. Chi si avvicina al nostro progetto e decide di sostenerlo prendendo per mano uno dei bambini, deve avere la massima trasparenza sulle procedure burocratiche e sull’impegno di Marco Roberto Bertoli e dei suoi collaboratori che può continuare grazie e soprattutto al Vostro preziosissimo sostegno.

 

Introduzione

In molti, quando si parla di bambini di strada e di istituzioni che li accolgono, pensano ai procedimenti attraverso i quali questi piccoli passano dai margini delle città all’Opera del San Michele e talvolta, si immagina che un probabile pulmino passi settimanalmente nelle periferie a farne una raccolta. Di fatto niente di questo accade e l’iter attraverso il quale si scelgono e si accolgono i bambini è, purtroppo, abbastanza complesso e un poco burocratico oltre al fatto di essere totalmente subordinato alle norme e alle leggi in vigore sulla tutela, la protezione e l’adozione di bambini in Brasile. Talvolta un controsenso se pensiamo che il governo poco o nulla fa per salvare questa enorme piaga che affligge il Brasile e altrettanto non facilita nulla a chi desidera impegnarsi in tale ardua missione. Ma in queste apparenti contraddizioni si cela il sottosviluppo del terzo mondo.

 

Bambini che vivono al San Michele
 

Come avviene il primo contatto

L’Opera San Michele Arcangelo riceve bambini da un raggio di 120 Km. Questo non per desiderio di espansione ma per il fatto che tutte le case di accoglienza nelle città limitrofe sono state chiuse e , ad oggi, rimane la sola porta alla quale battere. Le istituzioni che svolgevano simili attività sono state estinte durante gli ultimi anni per varie ragioni:

per fattori economici (mantenere una casa 24 ore al giorno e 365 giorni all’anno è ovviamente estremamente oneroso), per questioni giudiziarie (alcune erano dei veri depositi di bambini) o per, ancora una volta, la legge brasiliana.

Di fatto il nuovo codice della tutela dei bambini ordina che coloro che vivono in stato di abbandono siano riaccolti nelle loro famiglie di origine e non in istituzioni e questo accade mentre il numero dei bambini abbandonati continua ad aumentare.

Ora ci domandiamo: il codice si chiama appunto “della tutela” e per tutela queste creature sono mandate di nuovo dalle stesse persone che li hanno sfruttati, umiliati e abbandonati, padri alcolizzati e madri prostitute. In parte anche questa legge vuole coprire le vergogne dei macro riformatori che il governo, in seno a scandali e denunce, ha dovuto lentamente chiudere senza però trovare una soluzione alternativa.

I municipi dispongono di un organo chiamato “consiglio della tutela dei bambini e degli adolescenti” il quale, oltre ad essere un organo fiscale per le istituzioni che lavorano in questo settore, si occupa di fare una prima cernita dei bambini che vivono in stato di marginalità nel loro municipio. Questo primo studio è inviato al settore di assistenza sociale del tribunale il quale inizia un secondo studio per valutare i motivi dell’abbandono. Quando sussistono ragioni consistenti si effettua il primo contatto con la missione.

  

L’analisi del San Michele

Una volta ricevuta la chiamata le assistenti sociali del San Michele iniziano il loro iter di analisi. Si visita il bambino, ovunque sia, la famiglia, il quartiere o la favela, la scuola dove e se ha studiato e chiunque abbia informazioni utili a ricomporre un quadro chiaro della sua vita. Quello che in molti si domandano è come si può scegliere i poveri tra i poveri: è, effettivamente, l’atto più difficile e più delicato. Da questo dipende il futuro di una vita. Purtroppo la missione è limitata nella sua capacità di accoglienza, tanto dalle sue strutture fisiche, quanto dalle sue condizioni economiche, dovendo, pertanto, essere obbligata a dolorose scelte.

Di fatto la priorità cade sul più piccolo, più povero, più emarginato dalla famiglia e più bisognoso di essere amato. Questo fanciullo diventerà allora legittimo figlio del missionario.

 

L’accoglienza, la relazione con il missionario , il riaffido

I bambini accolti in missione, una volta documentato tutto l’iter sopra descritto, vengono affidati dal giudice, non propriamente al “San Michele Arcangelo”, ma al missionario laico Marco Roberto Bertoli; il fatto che il missionario chiami i bambini del San Michele i suoi “figli” non è esclusivamente il sentimento che alimenta questa provvidenziale relazione, ma la situazione legale in cui si esprime questo vincolo di amore e responsabilità che a volte viene “interrotto” non per volontà del missionario che non ha alcun potere decisionale in merito ma per disposizioni delle istituzioni brasiliane che possono decidere di riaffidare il bambino alla famiglia oppure ad un parente prossimo, perché gli stessi hanno manifestato la volontà di riaccoglierlo, oppure di inserirlo in un processo di adozione vero e proprio.

 

BAMBINI ESTERNI

I bambini cosiddetti “esterni” vivono la loro infanzia prevalentemente nelle favelas in condizioni che nessun bambino dovrebbe mai conoscere nella sua giovane età, non hanno ancora subito un abbandono vero e proprio da parte della famiglia, che autorizza le assistenti del San Michele a inserirli, a seconda delle età, nei programmi socio educativi, ludici e professionali dell’Opera. Come si è soliti dire in missione : hanno un tetto ma non un focolare domestico.

I bambini sono di età diverse e sono raccolti, al mattino, tramite due pulman , dal personale del San Michele, che provvede alla loro istruzione, all’assistenza medica, ai pasti giornalieri (colazione, pranzo, merenda e cena ) e a riportarli in serata alla propria abitazione, non solo, durante i periodi di vacanza previsti dal calendario scolastico brasiliano, viene fornita ad ogni bambino la cosiddetta “cesta basica” che contiene alimenti di prima necessità volti a soddisfare le esigenze della famiglia di appartenenza.

La permanenza nell’Opera di questi bambini è, a volte, abbastanza instabile e soggetto allo spostamento (frequente in Brasile) dei genitori ed è pertanto meno costante dei bambini affidati dall’autorità del tribunale. Tale permanenza può diventare definitiva qualora la famiglia si renda latitante e nessun altro si prenda cura di loro.

Capitolo 3 – ULTIME LETTERE DEL MISSIONARIO

Pasqua 2008


Barbacena, 11 Febbraio 2008


Cari amici, padrini, collaboratori,

per molti anni ho visto la vita come un’ eterna battaglia di cause nobili, in un universo di vittorie e sconfitte. In realtà nella lotta contro la povertà non ci sono né vinti né vittoriosi , esiste soltanto un dimenticato mondo di sofferenza ricordato da alcuni che si sforzano quotidianamente di cambiarlo o, per lo meno, di migliorarlo. Nostra è l’ azione, di Dio i meriti e i risultati.

Alleviare il dolore di qualsiasi essere umano è forse l’ atto più nobile che possiamo compiere nella vita; in questi gesti non deve esistere il malinteso di essere stati buoni o di aver compiuto una buona azione: è il nostro dovere, la nostra missione, il nostro supremo compito. Non è necessario rivolgerci al terzo mondo per trovare la sofferenza: possiamo sentirne la presenza tutti i giorni, nelle più differenti dimensioni, accanto a noi. Al cercare di curarla ci dimentichiamo dei nostri, molte volte piccoli e miseri, mali. E’ così, semplice e vero, la miglior forma di non sentire le nostre pene è di preoccuparci di risolvere quelle degli altri. Pochi mesi fa mia madre ha rotto la gamba in vari punti, in un’escursione in montagna. L’ ho invitata – o intimata- a venire in missione per un rapido recupero. E’ arrivata sulla sedia a rotelle, con evidente sconforto morale e deperimento fisico. In pochi giorni l’ho vista camminare e servire il pranzo ai nostri bambini. No, non è un miracolo; è la capacità di comprendere la storia di un bambino che non ha conosciuto la madre o il padre e di fronte al quale non abbiamo il coraggio di sentirci ammalati.

Le missioni e i missionari hanno il privilegio di vivere, senza tregua, la marcia verso un destino meno tragico delle povere popolazioni del mondo e la possibilità di essere in tutti i momenti messi alla prova dalla dura scuola della vita. In missione apprendiamo a non giudicare, perchè a poco serve. Apprendiamo a non esitare, perchè altrimenti è sempre troppo tardi. Apprendiamo a scusarci e metterci in discussione quando sbagliamo, perchè non possiamo educare senza umiltà. Ci sforziamo di perdonare, non per dimenticare l’ accaduto ma per ricordarlo senza amarezza.

Proprio sul perdono, pochi giorni fa, un caro amico, generale dell’ aeronautica militare brasiliana, mi scrisse:

“ Chi vuole stare vicino a Dio non può farlo con mezza volontà. Per questo, per percorrere il cammino spirituale al quale è stato chiamato per sua propria iniziativa, avrà bisogno di appoggiarsi sui suoi migliori sentimenti, la sua più autentica volontà e il sincero desiderio di perdonare. Poco prima di morire Gesù espresse una delle sue ultime volontà: Padre, perdonali perchè non sanno quello che fanno. ”

Auguro a tutti di vivere la loro missione in questa epoca pasquale affinché diventi la sua vera ricchezza e il suo grande tesoro.

Con gratitudine e affetto sincero

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Riflessioni....


Barbacena, 10 Giugno 2008


Carissimi tutti,

A volte rileggo il libro “la forza di un sogno”, cercando di comprendere cosa possa sentire un lettore che non conosca ne me ne il Brasile. Non credo che il libro voglia essere un’ apologia a me o alla mia opera. Credo in realtà sia forse lo sforzo di far comprendere al pubblico che i sogni soltanto non si realizzano quando non ci crediamo. Sono pochi i miracoli che accadono senza la nostra, pur minima , partecipazione. Non è certamente incrociando le braccia e mettendoci a pregare che le soluzioni appaiono spontaneamente, ma è nella ferrea lotta quotidiana, alimentata dal più alto idealismo e dalla volontà suprema che, passo a passo, procediamo nella provvidenziale marcia della vita. Io credo fermamente che ogni cosa che accade, arriva dentro la nostra esistenza poichè noi l’ abbiamo attratta, consciamente o inconsciamente, in una sinergia tra cielo e terra. Quante volte ci capita di dire: “ chi me l’ ha fatto fare”, o “ cosa ho fatto di male per meritarmi tutto ciò ”........eppure la saggezza si deve manifestare proprio in quel momento, capace di trasformare la disgrazia in grazia, le cose ordinarie in straordinarie, di estrarre il meglio da ogni situazione, da ogni cosa. Ciò che lo stolto chiama “bruco” il saggio chiama “ farfalla”! Sembra difficile, ma i nostri bambini fanno questo tutti i giorni, altrimenti non riuscirebbero a vivere.

Alcune virtù ci sono date generosamente da Dio, con la nascita. Altre sono una veritiera conquista. L’ umiltà si conquista, così come la pazienza. La conoscenza si acquisisce a lungo nel tempo ma a ben poco serve se non si unisce perfettamente alla sensibilità. E’ preferibile un uomo buono ma poco istruito che un dottore colto ma superbo.

L’ uomo moderno ha perso la capacità di valutare le cose per la loro intrinseca qualità e si limita – in una forma semplicistica – a considerarne le quantità. Altrettanto è molte volte incapace di vederne il contenuto e riesce solo a scrutarne le apparenze. In questo modo, contando tutto, pesa tutto con misure molte volte poco appropriate. Pensa, per esempio, che le gratificazioni debbano essere proporzionali alle delusioni ma, purtroppo, la vita non funziona così. Spesso una gratificazione compensa mille amarezze. Vi cito un buon esempio.

Un giorno, dopo parecchie delusioni, un nostro adolescente mi cerca nel mio ufficio e mi chiede di parlarmi; comincia e mi dice “ so che è molto dispiaciuto, e ne ha tutte le ragioni. So che molto spesso siamo origine della sua delusione. Ma, per quanto mi riguarda, mi sforzo tutti i giorni di conquistare la sua fiducia perchè nei giorni tristi lei possa dire : ne è valsa la pena!! “ Non credo si possa aggiungere altro.

Un abbraccio a tutti voi dalla famiglia del San Michele

Capitolo 4 - AIUTACI AD AIUTARE

Fra tante richieste di aiuto ti ringraziamo per aver ascoltato il nostro messaggio

 

PER DONAZIONI E ADOZIONI A DISTANZA:

Bollettino di c/c postale intestato a:

Associazione il Padre Pellegrino – ONLUS

Via G. Bravi 16 – 24030 Terno d’Isola (Bg)

Numero di ccp : 14074264

 

Oppure bonifico a:

Beneficiario: Associazione il Padre Pellegrino – ONLUS

Coordinate bancarie:

Cassa Rurale Banca di Credito Cooperativo di Treviglio Filiale di Terno d’Isola

Conto corrente: 340025   

ABI: 08899 

CAB: 53610

CIN : X

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Agricoltura
 

 

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