Login | Registrazione | giovedì 4 dicembre 2008
 ..:: Home >> News::.. Ricerca 
 
padrepellegrino
Foto
2006_joel
2006_felipe mauricio
2006_luciene
2006_gian patrick
2006_amanda cristina
News

Articoli correnti | Categorie | Cerca | Syndication

domenica 1 aprile 2007
Pasqua 2007
By host @ 17.37 :: 146 Views :: Brasile - LETTERE DI MARCO ROBERTO
 

Barbacena, 18 Marzo 2007
 
Carissimi Padrini, amici e collaboratori,
Finalmente la pioggia ha dato una tregua e ci ha permesso di riparare i danni portati dall’acqua abbondante non potendo, qui, ricorrere alla protezione civile o al comune.

Il sole ha inaugurato, in ritardo, la nostra estate e ci ha permesso di fare lo stagionale raccolto del fieno e apprezzare il profumo dell’erba appena tagliata e cosi, abbiamo anche diradato il nostro bosco per iniziare a costruire la chiesa.
L’inizio dell’anno segna, sempre, l’arrivo dei nuovi figli, accolti come preziosi doni del cielo, luminosi come solo un bambino può essere; sono piccoli, cinque, sei, sette anni al massimo e ogni volta ci domandiamo addolorati come si può abbandonare tali angeliche creature.

La scuola, che termina in dicembre e ricomincia in febbraio, si interrompe (sarà solo la prima delle tante festività del calendario nazionale) per festeggiare il carnevale e il Brasile si paralizza per affondare le sue sofferenze in danze sfrenate e bevande alcoliche durante notti che non finiscono mai. In un’ istante mi accorgo che siamo passati dai regali natalizi, che ogni bambino ha scartato con parsimonia emozionato da un babbo natale in carne ed ossa, alle promesse di quaresima.

Pasqua alle porte ci riconduce al perpetuo ricordo della Santa Croce e al martirio dell’uomo celeste che ci ha portato il più grande messaggio di amore; mi domando se, a quel tempo, anche noi lo avremmo tradito o saremmo stati forse degli eroi che potevano salvarlo dal patibolo? Ad oggi, cosa mai daremmo per toglierlo dalla Croce, per asciugare quel santo sudore di quel corpo flagellato? E se avessimo dita sottili come quelle di un bambino per poterle infilare tra le spine che spremono il suo capo e sottrarre la sofferenza da quella divina fronte o forse avere la possibilità di guardarlo nel profondo degli occhi nell’ istante di oblio, di disperata solitudine, saremmo capaci di una sublime consolazione?

Quale onore per l’uomo che ha potuto intingere la spugna nell’aceto e dissetare il nostro Dio;
Perché allora, miei cari, non fare oggi quello che la storia non ci ha permesso di fare a quell’epoca? 

È facile e comodo pensare che Cristo è morto per noi; non potevamo noi morire per lui? Che cosa gli abbiamo dato in questo tempo? Forse solo tante altre spine.

Sono certo che, nelle vesti di ogni bambino che accogliamo, si nasconde il nostro Salvatore, quel Dio che ci da l’opportunità di redimerci, di riscattarci, di servire, di dissetare e consolare; non c’è forma migliore di salvezza se non quella che ci è offerta da coloro che chiedono il nostro aiuto. Così come a nostra vera felicità risiede nella capacità di fare gli altri felici.

In un Brasile che abbandona i suoi figli la piccola famiglia del San Michele è, nel senso pasquale, dove Gesù risorge dalla Croce tutti i giorni; ci risolleviamo dalle ceneri di un mondo che ha dimenticato i suoi miti, i suoi veri eroi e i suoi santi eterni; ci rialziamo e, con forza, rivolgiamo le nostri lodi al cielo e ringraziamo anche del più piccolo aiuto ricevuto da ognuno di Voi.

Grazie a tutti, dal profondo del nostro cuore, per permetterci una Pasqua felice e serena.

Con affetto

Marco Roberto Bertoli

 

Scarica la lettera in formato pdf

 

News
Sitointerattivo.it |Condizioni d'Uso | Dichiarazione per la Privacy
Copyright 2008 - Sitointerattivo.it - CF 91021890164