Carissimi tutti,
la fine dell’anno mi induce al ricordo di frammenti che hanno segnato il corso del piccolo universo che la vita in missione rappresenta.
Pochi giorni fa ho incontrato un giovane, ormai uomo, che per molti anni era stato ospite della missione e , in quel breve momento, ho pensato a voi. Il ragazzo si chiama Adamastor e passeggiava con moglie e figli prossimo all’ospedale di Barbacena. Da lontano ha riconosciuto mia madre, poco più avanti di me, e si è fermato fino al mio arrivo. Mia madre era commossa poiché si ricordava che, quando lo accolsi nel 1998, erano quei casi che i giudici ritengono di irrecuperabili” e, invece, diventano splendide persone capaci di restituire alla società la dignità e l’amore vissuto in missione. Mi ha ringraziato per averlo accolto durante quegli anni e di essere così sopravvissuto al tragico destino che la strada gli avrebbe offerto. Essere grati a me, in verità, significa essere grati a voi che, attraverso il vostro aiuto, durante questi ultimi nove anni, avete concesso a tanti Adamastor di diventare adulti vittoriosi.
Questo tipo di gratificazioni si aggiunge alle tante gioie che i nostri bambini sanno offrire nel quotidiano in forma unica, speciale e talvolta magica.
Sono stati dodici mesi indimenticabili, ricchi di profondi cambiamenti in Italia e in Brasile, In Italia, 1’associazione “Il Padre Pellegrino “, dopo un lungo percorso, diventerà finalmente, ONLUS.
In Brasile l’autunno è cominciato con lunghe e interminabili piogge che, purtroppo, hanno provocato una grande frana che ha colpito l’edificio principale e per la quale abbiamo dovuto evacuare la scuola: grazie alla solidarietà del Ministro dei trasporti, ci sono stati messi a disposizione dei cingolati che hanno rimosso la terra e creato così un piccolo campo da calcio adiacente che, effettivamente, mancava.
Quest’ anno siamo giunti alla maturità di alcuni ragazzi che hanno 1 8 anni da noi accolti quando ne avevano otto : sono la prima autentica generazione del San Michele, coloro che hanno compiuto tutto il lungo cammino che la missione è in grado di offrire: morale, professionale ed affettivo. Ora si presenta la difficoltà di inserirli in un mercato lavorativo dove ci sono sempre meno posti e sempre più disoccupati. Barbacena è una città con 150.000 abitanti e 12.000 posti di lavoro.
L’ unica soluzione che abbiamo trovato è di inserire questi preziosi giovani in attività collaterali che il San Michele, attraverso alcune convenzioni con organi privati e pubblici, svolge.
Infine, prossimi alle festività, desidero con piacere informarvi che uno studio di avvocati ci ha donato la somma per poter comprare un regalo di Natale ad ogni bambino permettendoci di riempire i piedi dell’alberello che abbiamo iniziato a montare nei nostro refettorio. Sarà un Natale felice nel quale ricorderemo tutti voi che avete creduto in noi, nel nostro progetto, nel futuro di queste tante vite che dal profondo del loro cuore Vi ringraziano augurandovi che il Natale possa retribuirvi la grazia concessa a noi.
Grazie un abbraccio a tutti
Marco Roberto Bertoli