Login | Registrazione | venerdì 5 settembre 2008
 ..:: Adozioni >> San Michele::.. Ricerca 
 
padrepellegrino
Scarica in versione .doc
 TitoloProprietarioCategoriaUltimo AggiornamentoDimensioni (Kb) 
AFFIDO BAMBINISuperUser Account 14/11/200740,96Scaricare
Un pensiero dedicato ai padrini e alle madrine

Cari padrini e madrine, abbiamo pensato di esporVi , nel modo più semplice possibile, come avviene l’iter di affidamento dei bambini di strada al San Michele Arcangelo . Riteniamo che sia molto importante ai fini di  fare chiarezza soprattutto su eventuali riaffidi dei bambini che iniziano un percorso e che poi , per cause non dipendenti dalla nostra volontà, non sono più ospiti del San Michele. Chi si avvicina al nostro progetto e decide di sostenerlo prendendo per mano uno dei bambini, deve avere la massima trasparenza sulle procedure burocratiche e sull’impegno di Marco Roberto Bertoli e dei suoi collaboratori che può continuare grazie e soprattutto al Vostro preziosissimo sostegno.

Introduzione

In molti, quando si parla di bambini di strada e di istituzioni che li accolgono, pensano ai procedimenti attraverso i quali questi piccoli passano dai margini delle città all’Opera del San Michele e talvolta, si immagina che un probabile pulmino passi settimanalmente nelle periferie a farne una raccolta. Di fatto niente di questo accade e l’iter attraverso il quale si scelgono e si accolgono i bambini è, purtroppo, abbastanza complesso e un poco burocratico oltre al fatto di essere totalmente subordinato alle norme e alle leggi in vigore sulla tutela, la protezione e l’adozione di bambini in Brasile. Talvolta un controsenso se pensiamo che il governo poco o  nulla fa per salvare questa enorme piaga che affligge il Brasile e altrettanto non facilita nulla a chi desidera impegnarsi in tale ardua missione. Ma in queste apparenti contraddizioni si cela il sottosviluppo del terzo mondo.

Bambini che vivono al San Michele - Come avviene il primo contatto

L’Opera San Michele Arcangelo riceve bambini da un raggio di 120 Km. Questo non per desiderio di espansione ma per il fatto che tutte le case di accoglienza nelle città limitrofe sono state chiuse e , ad oggi, rimane la sola porta alla quale battere. Le istituzioni che svolgevano simili attività sono state estinte durante gli ultimi anni per varie ragioni:
per fattori economici (mantenere una casa 24 ore al giorno e 365 giorni all’anno è ovviamente estremamente oneroso), per questioni giudiziarie (alcune erano dei veri depositi di bambini) o per, ancora una volta, la legge brasiliana.
Di fatto il nuovo codice della tutela dei bambini ordina che coloro che vivono in stato di abbandono siano riaccolti nelle loro famiglie di origine e non in istituzioni e questo accade mentre il numero dei bambini  abbandonati continua ad aumentare.
Ora ci domandiamo: il codice si chiama appunto “della tutela” e per tutela queste creature sono mandate di nuovo dalle stesse persone che li hanno sfruttati, umiliati e abbandonati, padri alcolizzati e madri prostitute. In parte anche questa legge vuole coprire le vergogne dei macro riformatori che il governo, in seno a scandali e denunce, ha dovuto lentamente chiudere senza però trovare una soluzione alternativa.
I municipi dispongono di un organo chiamato “consiglio della tutela dei bambini e degli adolescenti” il quale, oltre ad essere un organo fiscale per le istituzioni che lavorano in questo settore, si occupa di fare una prima cernita dei bambini che vivono in stato di marginalità nel loro municipio. Questo primo studio è inviato al settore di assistenza sociale del tribunale il quale inizia un secondo studio per valutare i motivi dell’abbandono. Quando sussistono ragioni consistenti si effettua il primo contatto con la missione.

L’analisi del San Michele

Una volta ricevuta la chiamata le assistenti sociali del San Michele iniziano il loro iter di analisi. Si visita il bambino, ovunque sia, la famiglia, il quartiere o la favela, la scuola dove e se ha studiato e chiunque abbia informazioni  utili a ricomporre un quadro chiaro della sua vita. Quello che in molti si domandano è come si può scegliere i poveri tra i poveri: è, effettivamente, l’atto più difficile e più delicato. Da questo dipende il futuro di una vita. Purtroppo la missione è limitata nella sua capacità di accoglienza, tanto dalle sue strutture fisiche, quanto dalle sue condizioni economiche, dovendo, pertanto, essere obbligata a dolorose scelte.
Di fatto la priorità cade sul più piccolo, più povero, più emarginato dalla famiglia e più bisognoso di essere amato. Questo fanciullo diventerà allora legittimo figlio del missionario.

L’accoglienza, la relazione con il missionario , il riaffido

I bambini accolti in missione, una volta documentato tutto l’iter sopra descritto, vengono affidati dal giudice, non propriamente al “San Michele Arcangelo”, ma al missionario laico Marco Roberto Bertoli; il fatto che il missionario chiami i bambini del San Michele i suoi “figli” non è esclusivamente il sentimento che alimenta questa provvidenziale relazione, ma la situazione legale in cui si esprime questo vincolo di amore e responsabilità che a volte viene “interrotto” non per volontà del missionario che non ha alcun potere decisionale in merito ma per disposizioni delle  istituzioni brasiliane che possono decidere di riaffidare il bambino alla famiglia oppure ad un parente prossimo, perché gli stessi hanno manifestato  la volontà di riaccoglierlo, oppure di inserirlo in un processo di adozione vero e proprio.

BAMBINI ESTERNI

I bambini cosiddetti “esterni” vivono la loro infanzia prevalentemente nelle favelas in condizioni che nessun bambino dovrebbe mai conoscere nella sua giovane età, non hanno ancora subito un abbandono vero e proprio da parte della famiglia, che autorizza le assistenti del San Michele a inserirli, a seconda delle età, nei programmi socio educativi, ludici e professionali dell’Opera. Come si è soliti dire in missione : hanno un tetto ma non un focolare domestico.
I bambini sono di età diverse e sono raccolti, al mattino, tramite due pulman , dal personale del San Michele, che provvede  alla loro istruzione, all’assistenza medica, ai pasti giornalieri (colazione, pranzo, merenda e cena ) e a riportarli in serata alla propria abitazione, non solo,  durante i periodi di vacanza previsti dal calendario scolastico brasiliano, viene fornita ad ogni bambino la cosiddetta “cesta basica” che contiene alimenti di prima necessità volti a soddisfare le esigenze della famiglia di appartenenza.  
La permanenza nell’Opera di questi bambini è, a volte, abbastanza instabile e soggetto allo spostamento (frequente in Brasile) dei genitori ed è pertanto meno costante dei bambini affidati dall’autorità del tribunale. Tale permanenza può diventare definitiva  qualora la famiglia si renda latitante e nessun altro si prenda cura di loro.

 

Voglio Adottare|Voglio Donare|Voglio informazioni|San Michele|Deducibilità fiscale|La scuola in Brasile
Sitointerattivo.it |Condizioni d'Uso | Dichiarazione per la Privacy
Copyright 2008 - Sitointerattivo.it - CF 91021890164